Nato nel 1968 attorno alle cave di pozzolana e tufo, il Gruppo Seipa ha progressivamente affiancato all’attività estrattiva il recupero e il riciclo dei materiali da costruzione e demolizione, sviluppando una filiera industriale oggi orientata alle materie prime seconde.
La storia del Gruppo Seipa affonda le sue radici in materiali che hanno accompagnato la crescita di Roma per oltre 2000 anni: pozzolana e tufo, utilizzati già nell’epoca dell’Antica Roma per la realizzazione di acquedotti, strade, ponti e grandi opere monumentali, rappresentano infatti il punto di partenza di un percorso industriale iniziato nel 1968 e giunto oggi al suo cinquantottesimo anno di attività.
Da allora il settore delle costruzioni è profondamente cambiato. Se per decenni la disponibilità di materie prime naturali ha rappresentato il principale fattore produttivo, oggi il mercato è chiamato a confrontarsi con nuove sfide: riduzione del consumo di risorse, gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione, economia circolare e decarbonizzazione delle filiere.
È in questa trasformazione che si colloca l’evoluzione del Gruppo Seipa
Negli ultimi 20 anni il gruppo ha progressivamente integrato tecnologie, impianti e competenze dedicate al recupero dei rifiuti inerti provenienti dalle attività di costruzione e demolizione (C&D), sviluppando una delle filiere più articolate del Centro Italia nel settore delle materie prime seconde.
Oggi il Gruppo Seipa opera lungo l’intero ciclo industriale degli inerti, offrendo materiali naturali e riciclati, conglomerati bituminosi, calcestruzzi, servizi ambientali, attività di demolizione, trasporto, recupero e ripristino ambientale.
Un’evoluzione che trova riscontro anche nei numeri
Nel 2025 il gruppo ha gestito oltre 1,2 milioni di tonnellate di materiali tra ingressi e uscite dai propri impianti industriali. Circa il 60% dei volumi trattati è oggi riconducibile ad attività di recupero e riciclo, mentre il 75% dei materiali in uscita è costituito da prodotti di natura riciclata.
La produzione di aggregati inerti riciclati ha superato le 320 mila tonnellate annue, con un tasso di reimpiego del 100%, confermando la crescente capacità del gruppo di trasformare i rifiuti da demolizione in nuove risorse produttive.
«La vera trasformazione del settore non consiste nell’abbandonare le materie prime naturali, ma nell’integrare in modo sempre più efficiente risorse naturali e materie prime seconde all’interno di una filiera industriale sostenibile» osservano gli analisti del Gruppo Seipa.

Accanto all’attività produttiva, il gruppo ha sviluppato negli anni un articolato sistema di gestione della qualità, dell’ambiente e della sicurezza, arrivando a conseguire 23 certificazioni che coprono processi, materiali, gestione ambientale e organizzazione aziendale.
Un ruolo importante è svolto anche dalla ricerca applicata. Attraverso collaborazioni con università, centri di ricerca e partner ingegneristici specializzati, il Gruppo Seipa porta avanti programmi finalizzati ad ampliare gli impieghi degli aggregati riciclati e a sviluppare nuove soluzioni per il settore delle costruzioni.
L’obiettivo è quello di aumentare ulteriormente la capacità di reintroduzione dei materiali recuperati nei cicli produttivi, contribuendo alla crescita di un mercato delle materie prime seconde sempre più competitivo e strutturato.
In un contesto europeo che genera oltre 305 milioni di tonnellate annue di rifiuti da costruzione e demolizione, il percorso compiuto dal Gruppo Seipa racconta l’evoluzione di un settore che sta progressivamente trasformando gli scarti di ieri nelle risorse industriali di domani.
«Da una storia iniziata nelle cave di pozzolana dell’Agro Romano a una filiera che oggi guarda all’economia circolare, il filo conduttore resta lo stesso: fornire alle costruzioni le materie prime necessarie allo sviluppo del territorio, adattandole alle esigenze ambientali e industriali del XXI secolo» concludono gli specialisti del Gruppo Seipa.




